Viaggi e Cammini

28 (1)

In famiglia ci è sempre piaciuto viaggiare.

Tra le mete più importanti nel nostro bagaglio viaggi abbiamo l’Australia percorrendo migliaia di km in auto , l’Ucraina raggiunta in treno da Milano fino a Kiev e oltre, il Kyrgyzstan che quasi nessuno sa dove si trovi, la Cina che ci sta diventando famigliare  con i nostri viaggi annuali causa un figlio che vi risiede e che ha messo famiglia là.

Con gli anni le mete turistiche , mai veramente importanti ai miei occhi, lo sono diventate sempre meno; il termine ” viaggiare”, per me,  sta subendo una svolta nel suo significato vacanziero per trasformarsi in ” Viaggiare il viaggio” godendo di tutti gli aspetti, positivi e problematici, che un periodo dedicato al raggiungimento di una meta ci riserva.

La svolta definitiva che mi piacerebbe dare ai  viaggi che programmo è quello di camminarli, di raggiungere una meta prefissata camminando un passo dopo l’altro, anche senza forzatamente prevedere un percorso fuori dall’Italia.

Nel tempo, ancora troppo poco per la verità, che ho dedicato a camminare mi sono ritrovata a vedere e vivere una serie di sensazioni che non avrei mai potuto provare se il viaggio fosse stato fatto con un qualsiasi mezzo di trasporto. Per il momento mi accontento di partire con un treno (anche con un aereo) fino ad arrivare ad un punto di partenza non troppo lontano per raggiungere camminando il traguardo finale. Ed è così che ho percorso in più volte qualche centinaio di km facendo alcune tappe della via Francigena toscana, laziale e tratti della stessa in val d’Aosta. Ho percorso uno dei rami del Cammino di Santu Jacu sulla costa sud della Sardegna partendo da Mandas fino a Cagliari proseguendo poi per una decina di giorni fino a raggiungere le Isole di Sant’Antioco e San Pietro, e poi ancora la via della Plata in Spagna partendo da Siviglia e, ad oggi (maggio 2019) ho appena concluso la Magna via Francigena siciliana da Palermo ad Agrigento.

Oggi dico che il massimo per me sarebbe chiudere la porta di casa con  lo zaino  in spalla e cominciare il cammino partendo dalla soglia di casa mia. molti fattori lo hanno fino ad ora impedito, ma non dispero di poterlo attuare.

Un passo dopo l’altro , forse, arriverò anche a questo.