Una nonna a Pechino

Pechino (4)

Pechino – maggio/giugno 2018.

Come d’obbligo (per me dico) racconto questa nuova andata dove, da sola e per tre settimane, mi sono recata nella megalopoli cinese per fare la nonna a tempo pieno al nipotino di 10mesi.

E per raccontare come ogni volta che ci vado, io viva un’esperienza diversa.

Per mio nipote, nato il primo agosto scorso, sarò una nonna “a distanza”, quella che verrà vissuta a tempi alterni e con intervalli lunghi tra un incontro e l’altro, colei che parla come il papà ma che si fa capire anche se gli si rivolge in una lingua così diversa da tutti quelli che gli parlano quotidianamente, una lingua che, inevitabilmente e spero, imparerà. Sono la nonna che lo ha salutato ai primi di gennaio piccolissimo poppante e l’ha ritrovato a fine maggio che gattona per casa.

Le giornate scandite con un piccolo da accudire sono state una assoluta novità per me. Chi mai si ricorda le stesse problematiche a 30anni di distanza, quando invece che nonna svolgevo il ruolo di neo-mamma? Non io. Ma non ci sono paragoni tra le due vicende di vita: innanzitutto oggi per me non ci sono le stesse energie fisiche di allora e poi ho sempre ritenuto che i nonni siano diseducativi e quindi ci si può divertire un po’ di più nel nuovo ruolo in compagnia dei piccoli tiranni. Lo dico con ironia, anche se con fermezza, per significare che abbiamo, da nonni, un ruolo diverso: più accogliente, più indulgente, più incline ad accettare le piccole tirannie dei nipotini, lasciando il mero compito educativo ai genitori. Solo così io ritengo possiamo goderci in pieno il ruolo nonnesco e comportarci in altro modo che “da mamma” (Da genitore in genere) con tutte le regole che il ruolo genitoriale dovrebbe imporre e che, da nonna, in molti casi non ritengo più così importanti.

Detto questo, cosa si fa a Pechino in un arco di tre settimane a cavallo tra maggio e giugno con un nipotino così piccolo?

Innanzitutto la città soffre ancora troppo spesso di alto inquinamento, quindi è d’obbligo ogni mattino verificare che le polveri sottili nell’aria non superino i valori di 120, che equivale esattamente ad un valore che a Milano fa suonare un campanello di allarme molto rilevante (più del doppio del consentito!!!) mentre a Pechino con una giornata così si aprono le finestre di casa perennemente chiuse, e si respira a pieni polmoni…beh, si fa per dire!

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Inoltre a giugno cominciano le giornate calde, con valori che si sono attestati spesso nei giorni della mia permanenza sui 35-37°c. con picchi anche di 40°. Potete ben capire che, tra inquinamento, caldo, bimbo di 10mesi che durante la giornata crolla addormentato un po’ a tutti gli orari, la vita si è svolta praticamente nell’ambito casalingo. Niente da raccontare dunque? Certo non voglio soffermarmi a raccontare quanto bello, bravo, intelligente sia mio nipote, del resto penso capirete che se lo dico non sto mentendo essendo lui, tra le mie conoscenze e parenti, l’ultimo nato, e chi non lo sa che l’ultimo arrivato è sempre il migliore, il superdotato?

Restando a noi, cosa si fa quindi nei tempi in cui, tempo, pappe, nanne, inquinamento lo permettono? Ovviamente si esce dalle quattro mura e si fa un giro fuori, preferibilmente dove c’è poco traffico, meglio in mezzo ad altra gente e in mezzo al verde accessibile a pochi passi da casa per una camminatina a guardare il mondo che gira attorno a dove si vive

Caricato il mio 8kg e mezzo sulle spalle, uscivamo con allegria, battendo le mani e salutando tutti quelli che incontravamo, con destinazione il Parco Vicino Casa, dove si possono sempre vedere attività interessanti e molto spesso accompagnati da musica….che ci piace tanto!

Tutto comincia appena scesi in strada, con la musichetta che esce dal cortile della scuola materna dove i bambini cinesi praticano tutte le mattine uno sport con l’insegnante che impartisce i comandi e che li tiene in riga, nel caso, al solo suono di un fischietto.

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Poi, per continuare il nostro percorso, si passa dal giardinetto accanto dove ogni giorno le signore fanno danza collettiva e, siccome c’è la musica, il mio bimbo canta a modo suo.

Ma c’è anche da guardare in modo interessato tutta la gente che quotidianamente  esce di casa e si ferma qui per la ginnastica mattutina usando gli attrezzi del giardino.Infine, passo dopo passo, immergiamoci nel parco ad ammirare: chi suona tamburi e piatti e le signore che che danzano col ventaglio al suono dei tamburi e il parrucchiere da pochi yuan e dal servizio rapido e poco igienico (ma qui a pochi importa)

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ci fermimo a vedere chi gioca a calciare il piumino (vietato farlo cadere!) poi l’insegnante di TaiChi con l’allieva e le professioniste del Taichi che ogni giorno sono qui a perfezionare i loro passi il tutto condito da musichette cinesissime e molto rilassanti.

Naturalmente incontriamo le solite poltrone o sedie sparse per strada e nei parchetti (per la verità sempre meno in nome del decoro cittadino)

…e c’è sempre qualcuno che dorme da qualche parte in barba al decoro cittadino.

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Un po’ le solite cose, per me.  Novità assoluta e il mondo da scoprire per lui.

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Ma anche le nonne amano un po’ di movimento. Quindi, alla fine di questa nuova avventura in cui mi sono dedicata anima e corpo ad un piccolo che ha fagocitato ogni momento libero, non voglio dimenticare il godimento dell’ultima sera della mia permanenza dove Jacopo e i ragazzi di AGIC (Associazione Giovani Italiani in Cina di cui Jacopo è membro), mi hanno invitato ad una camminata serale per le vie di Pechino, tra vecchi Hutong della zona di Gulou e il lago Beihai mettendo insieme un percorso di 10 km culminato in una bevuta di spritz accompagnati da arancini e chiacchiere multilingue.

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Fantastici questi giovani, Mi hanno già iscritto alla prossima….quando?! non si sa, ma quando sarò di nuovo là, ci sarò!

Vilma (Pechino- Milano A/R )

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