Diciamolo in italiano

 

parla italianoSI, diciamolo in italiano!

Da un po’ di tempo in qua credo ci sia da parte di molti un po’ di provincialismo misto ad una reticenza inspiegabile ad usare alcuni termini in lingua italiana, non vi pare? Io l’ho notato sia nei telegiornali che in politica e devo dire che certe scelte mi risultano davvero incomprensibili. Dai giornalisti che ci parlano da un notiziario, ma ancor di più da chi sta in Parlamento o al Governo, ci si aspetta uno sforzo di linguaggio che  faccia comprendere a tutti gli italiani di cosa si stia parlando, sia una legge che un argomento di cronaca o finanza, ed invece pare abbiano deciso che NON tutti devono capire gli argomenti trattati nelle varie sedi istituzionali o meno.

In un paese come l’Italia a forte rischio di invecchiamento dove le persone sopra i 65 anni sono quasi il 22% e dove in questa fascia di età chi ha studiato la lingua inglese è ben poca, i politici italiani, presentandoci le discussioni su leggi o decreti o quant’altro, hanno moltiplicato i termini anglofoni usati per denominarle o per battezzare parti di alcuni di esse, senza alcuna vera necessità dell’uso di una lingua straniera.

Hanno cominciato anni fa a stracciarci l’anima con un Ministero del WELFARE   continuando con lo spiegarci alcune manovre finanziarie infarcite di SPREAD  e di SPENDING REVIEW, di RATING, di TOTAL TAX FREE,  poi sono arrivate le leggi sul lavoro denominate JOBS ACT ed ora eccoli qui in questi tempi con l’infinita storia delle STEPCHILD ADOPTION , che solo i politicanti non si sentono in grado di definirla col suo vero nome, cioè adozione del figlio dell’altro coniuge,  e che comunque è una pratica legislativa che esiste già – Si ha forse paura a dire una frase un po’ più lunga? O si ha paura a varare un decreto che sancisca un sacrosanto diritto nascondendosi dietro a denominazioni incomprensibili?

La politica nel suo linguaggio è già di per sé di non facile comprensione ed oggi, pieno di anglicismi, è diventato ancor più ostico per molte persone. Spesso i termini usati risultano difficili anche per me che mi sono data pena nel corso degli anni di imparare un po’ di più la lingua inglese e, nonostante ciò, rimanendo ad una conoscenza “da sopravvivenza” dove  non sempre riesco a capire il significato di taluni termini che risuonano per giorni rimbalzando da notizia in notizia.  Perciò quando leggo le varie stepchild adoption, jobs act e simili penso sempre a mia mamma 84enne quando, anni fa, mi disse di aver letto un articolo che parlava di nuberone (…cos’è mamma, una tempesta metereologica???)  ovviamente la parola era NUMBER ONE di cui , sia allora che oggi, non ha mai saputo il significato. Per non parlare di FAMILY DAY, o di QUESTION TIME, degli EXIT POLL in tempi di elezioni, di GREXIT, BREXIT (e va bene che qui siamo in campo di discussioni  europee)  e compagnia cantante per tanti altri termini ma, insomma, credo che porsi la domanda se una parola straniera sia sempre utile e compresa da tutti, sia il minimo indispensabile

Non vorrei sembrare colei la quale sa l’italiano a menadito, cosa che non è, o che vorrebbe un linguaggio “alla francese” abolendo i termini stranieri dal proprio lessico (ad esempio non vorrei certo abolire la parola computer o bar) e chiedo: possiamo farcela a non usare termini stranieri in politica?  e nella vita di tutti i giorni opterei anche di non infarcire i nostri discorsi di LOW COST o usare  vari termini come COUNSELING o BIPARTISAN, COMMUNITY o LIGHT o SHARE ed anche PET SHOP per denominare un negozio qualsiasi di animali domestici o BARBER SHOP e HAIR DRESSER per parrucchieri e peggio ancora un nome come LAST TRAVEL per le pompe funebri o veramente assurdi come OCCHIAL HOUSE , famoso negozio di occhiali a Milano.

Comunque ecco qui un utilissimo elenco da leggere e rileggere (io per prima) che potrebbe aiutarci ad evitare di usare termini inglesi non necessari e di cui abbiamo un valido corrispondente in italiano.

Vilma  ( e non Wilma )

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2 risposte a Diciamolo in italiano

  1. zoppaz ha detto:

    Ti lascio il mio Mi piace nei commenti. 🙂 ottimo pezzo il tuo. Un saluto

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