BUON LUNEDI

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Vista la perdita di documenti scritti e foto che, minuziosamente, preparo nel tempo libero e archivio nella cartella “blog” del PC per essere pubblicati a tempo debito, non ho alcuna ricetta del mese da proporre. Penso che ve farete subito una ragione, come del resto ho fatto io.

Dico questo sapendo perfettamente che il mio scrivere sulle pagine di questo blog serve più a me che a chi mi legge, e che la voglia di condivisione on line delle mie (piccolissime) esperienze quotidiane, sia nell’area ristretta di una cucina, come in quella più vasta delle mie giornate (perchè oltre la cucina c’è molto altro!), non suscita nei miei lettori particolari sensazioni tanto da interagire sui commenti, tranne rarissime volte.

Lo so e lo deduco dai resoconti del mio sito: mi leggono in media tra le 20 e le 30 persone al giorno, che arrivati qui sfogliano un numero di pagine di poco superiore all’articolo che ricevono o che cercavano o in cui si sono imbattuti per caso; i commenti agli articoli sono presso che assenti quindi, come vedete, i miei scritti sono soltanto una mia necessità.

Lo so e lo deduco anche da esperienze passate: Anni fa tenevo una raccolta di frasi e aforismi che ricavavo dalle letture di articoli di quotidiani, di libri e riviste e, per un paio d’anni, ogni lunedì, inviavo  ai miei amici veri o buoni conoscenti una mail con “il pensiero del lunedi”, nient’altro, appunto, che aforismi o frasette come spiegato sopra. Mi piaceva e da parte mia era un modo settimanale per dire a tutti “buon lunedì e buona settimana, vi penso”.

Insospettabilmente, quanto improvvisamente, ho troncato l’invio.

Non una persona (amici veri o buoni conoscenti) che dopo la decisione di non augurare più il “buon lunedi” mi abbia scritto “perché non mandi più la mail col pensiero del lunedi”? ho ritenuto, con l’esperimento dell’interruzione, che da quel momento avevo esaurito l’interesse ad augurare alcunchè ad alcuno e che a nessuno interessasse quel che inviavo. Ho pensato, non avendo un contraddittorio che, forse, i miei invii fossero una piccola intromissione nella quotidianità dei destinatari, ho realizzato che la spedizione settimanale fosse un bisogno solo mio o, forse, ho avuto finalmente la presa di coscienza che siamo tutti troppo indaffarati per sentire la mancanza di un’amica o conoscente che scrive il suo pensiero o ti rende partecipe del suo piccolo mondo.

Ecco, credo di aver capito che, probabilmente, anche col blog andrà così.

Sto esaurendo la voglia di raccontare, di condividere e di stare con la finestra aperta per far sbriciare a qualcuno (conoscenti, amici o perfetti estranei) l’interno delle mie stanze. Credo che a pochi o nessuno interessi se le pareti di queste stanze siano ben dipinte o se vi sono sprazzi di colore distribuiti a sorpresa su qualche parete che ancora non conoscono. Credo sinceramente che Nessuno sentirà la mancanza in questo  mio mondo che si affianca ad un mondo pieno di notizie inutili.

Per favore non scrivete commenti per convincermi del contrario, non ne avete scritti fino ad ora, non è il caso di dire la vostra che, tra l’altro, non mi farà cambiare idea se mai attuerò l’abbandono di queste pagine.

Non chiuderò il blog, semmai lo lascerò libero di vagare alla velocità dei 100 mega della fibra fino all’oblio.

Vilma (buon lunedi, buona settimana, vi penso)

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HO PERSO LE PAROLE

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Ciao a tutti. Forse non siete interessati a sapere perché io abbia trascurato il blog da quasi due mesi, ma ve lo racconto lo stesso.

Prima era per il troppo caldo di luglio, poi c’è stato agosto con le ferie, poi…. Ho perso le parole.

Eh,si. Com’è, come non è, ho perso scritti, documenti, foto, appunti di un anno intero perché, un bel mattino di settembre, ho acceso il pulsante di invio e, niente, di niente di niente, il pc era muto, sordo e cieco. L’hard disk, che aveva compiuto giusto un anno qualche giorno prima, se ne era andato (in ferie, all’inferno, si era suicidato, non saprei dire) e non è più ritornato. Siccome non sono una che si perde d’animo, l’ho atteso pazientemente per un giorno intero poi, vedendo che lo schermo rimaneva nero come la pece, ho deciso che non era il caso di aspettare oltre e, inforcata la bicicletta, mi sono recata in consulto col tecnico di fiducia che non potendo formulare una precisa diagnosi, come usano spesso anche i medici generici, mi ha mandato dallo specialista che ha decretato con assoluta certezza la morte celebrale del mio pc e la possibile perdita di una certa quantità di dati.

Sappiate che non ho pianto, non mi sono strappata i capelli, non ho imprecato (si, dai, un po’ si) ho elaborato il lutto nel giro di un paio di minuti giusto il tempo di decidere che tipo di cervello trapiantare sul pc e solo oggi mi rimetto a battere sui suoi tasti giusto per fare conoscenza con lui che, anno dopo anno sta diventando uno strumento un po’ antipatico ai miei occhi anche riconoscendone la grande utilità. Come prenotare il prossimo volo per Pechino, ad esempio.

I dati persi sono tali per mia manifesta negligenza. Purtroppo non ho mai fatto un backup di salvataggio dei lavori e documenti eseguiti per tutto un anno intero, praticamente da quando giusto poco più di un anno fa l’altro computer mi aveva lasciato senza neanche un ”…ciao…ciao”!

Quindi scritti, appunti per gli articoli del blog, documenti di una certa importanza per faccende private che erano custodite nel cervello precedente sono andati persi. Forse tutto è finito là dove vanno i dati non salvati dei pc quando non si fanno i backup, e adesso se ne stanno tutti liberi di giocare, di mettersi non inquadrati nelle cartelle col bel nome e l’anno. I miei amati file saranno li a guardarmi e a farmi le pernacchie vagando scompigliati prendendomi un po’ in giro per la mia meticolosità di archiviazione, ballando finalmente in un mondo parallelo dove le cartelle “documenti vilma” possono permettersi di accogliere “download” o “immagini” con assoluta libertà senza rispettare “anno 2015” o “2016” o “2018” . Dove i file titolati “fiori del giardino 2018 “ scorrazzano liberamente insieme a “ foto vacanze 2015” o “analisi mediche 2017

Insomma sono diventati file liberati, un po’ “file di buona-donna”, ecco!… ed io ho deciso che così è, senza rimpianti: ricomincerò senza problemi, magari con un po’ di attenzione futura sui salvataggi perché, si sa, ogni file “è bbello ‘a mamma sua” e merita un pizzico di attenzione in più.

Il trapianto del cervello elettronico ha comportato, ovviamente, un fermo all’uso del mezzo oltre che, altrettanto ovviamente, ad una spesa pecuniaria mentre In tutto questo bailamme di riordino e ricostruzione (soprattutto dei documenti più importanti ) ricomincerò da oggi a conservare qua e là appunti, articoli, spunti per scrivere qui sopra.

Nel frattempo sembra stia arrivando l’autunno, già in essere per data ma non per clima e, col rinfrescarsi del tempo e delle idee, chissà che la cartella “autunno 2017” contenente la foto “pero in veste autunnale” non abbia voglia di fare una capatina qui a trovarmi, la rivedrei volentieri.

Vilma (settembre, andiamo)

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AGOSTO

Sprazzi di lucidità nel mezzo del torpore di questi giorni di caldo africano.  Io, che dovrei vivere mediamente tra la Svezia e la Norvegia, ma potrebbe anche andare bene la Val d’Aosta o la Val Venosta; io, che da giugno vivo periodi di gran caldo, che con i 40gradi di Pechino credevo di aver fatto già la mia parte di assorbimento del calore, mi sbagliavo di grosso.

Ma cosa fate voi quando ci sono 34-36 gradi di pomeriggio e in casa si deve vivere con l’aria condizionata o il ventilatore se va bene? Di guardare la televisione non se ne parla perché, come solito, mi stanco dopo 5 nanosecondi che la accendo. Per le parole crociate sono poco concentrata, leggere un po’ va bene, ma alla fine ho la nausea da lettura, che per la verità è nausea di starmene chiusa in casa ore e ore.

No, davvero… ditemi voi cosa fate in questi casi, quando la vicina di casa (che nella fattispecie è mia sorella) è in ferie, l’altra sorella si è trasferita a 250km da qui, le amiche sono alla loro casa al mare, al lago o in montagna, quando non mi piace andare per centri commerciali e non ho voglia di passare il tempo a cucinare aggiungendo il calore al calore e mi dà pure fastidio farmi un caffè.

Va be’, neanche scrivere mi disappanna la mente.

Boh…se trovate la soluzione, fatemelo sapere.

Vietato dire PARTI ANCHE TU PER LE FERIE, questa è una soluzione troppo facile, ed è già venuta in mente anche a me.

Magari ci risentiamo in settembre con la temperatura che scende e le idee che risalgono.

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….e , se non si fosse capito, ho scritto non certo per lamentarmi del tempo, quanto per augurare a tutti

BUONE FERIE !

 

 

 

 

Rilassatevi, divertitevi, leggete, oziate, fate un po’ quel che vi pare!

Vilma (agosto: blog mio non ti conosco)

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Una ricetta al mese 5-18

Causa di forza maggiore ho saltato la ricetta di “una ricetta al mese”…forse due. Chi lo sa? Non ho tenuto il conto e non credo sia così importante.

Oggi, però, mi è venuta voglia di scriverne una e siccome è da stamattina che mi muovo in cucina tra i fornelli per la trasformazione delle verdure dell’orto e la stagione si è dimostrata generosa con una super produzione di zucchine, ho pensato ad un’alternativa tra le tante modalità già utilizzate per questi ortaggi e, dopo averle fatte alla griglia, cucinate stufate, usate per pesto con basilico, fatte a spaghetti con la macchinetta infernale… cosa fare con quelle diventate un po’ grosse per via dell’assenza del passaggio di qualche giorno dall’orto?

mumble ….mumble…Pensa che ti pensa ecco che oggi ,in un giorno di pioggia senza il caldone soffocante dei giorni scorsi ho pensato di cucinare una bella

CREMA DI ZUCCHINE facile-facile

crema di zucchine (2)

INGREDIENTI: 700gr di zucchine – 1patata grossa – 1 cipolla bianca – 10foglie di basilico

Olio evo – Sale e mezzo dado vegetale

COME  FARE: Tagliare a tocchetti le zucchine e la patata – Affettare la cipolla – Mettere in pentola con acqua, olio, basilico

aggiungere il mezzo dado vegetale e aggiustare di sale se necessario – Coprire con acqua e cuocere lentamente

Quando le verdure saranno cotte ridurle in crema con il frullatore ad immersione.

crema di zucchine (1)

Servire calda o tiepida, con crostini.

A piacere aggiungere un filo di olio crudo nel piatto.

 

vilma (zucchine per tutti i gusti)

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Una nonna a Pechino

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Pechino – maggio/giugno 2018.

Come d’obbligo (per me dico) racconto questa nuova andata dove, da sola e per tre settimane, mi sono recata nella megalopoli cinese per fare la nonna a tempo pieno al nipotino di 10mesi.

E per raccontare come ogni volta che ci vado, io viva un’esperienza diversa.

Per mio nipote, nato il primo agosto scorso, sarò una nonna “a distanza”, quella che verrà vissuta a tempi alterni e con intervalli lunghi tra un incontro e l’altro, colei che parla come il papà ma che si fa capire anche se gli si rivolge in una lingua così diversa da tutti quelli che gli parlano quotidianamente, una lingua che, inevitabilmente e spero, imparerà. Sono la nonna che lo ha salutato ai primi di gennaio piccolissimo poppante e l’ha ritrovato a fine maggio che gattona per casa.

Le giornate scandite con un piccolo da accudire sono state una assoluta novità per me. Chi mai si ricorda le stesse problematiche a 30anni di distanza, quando invece che nonna svolgevo il ruolo di neo-mamma? Non io. Ma non ci sono paragoni tra le due vicende di vita: innanzitutto oggi per me non ci sono le stesse energie fisiche di allora e poi ho sempre ritenuto che i nonni siano diseducativi e quindi ci si può divertire un po’ di più nel nuovo ruolo in compagnia dei piccoli tiranni. Lo dico con ironia, anche se con fermezza, per significare che abbiamo, da nonni, un ruolo diverso: più accogliente, più indulgente, più incline ad accettare le piccole tirannie dei nipotini, lasciando il mero compito educativo ai genitori. Solo così io ritengo possiamo goderci in pieno il ruolo nonnesco e comportarci in altro modo che “da mamma” (Da genitore in genere) con tutte le regole che il ruolo genitoriale dovrebbe imporre e che, da nonna, in molti casi non ritengo più così importanti.

Detto questo, cosa si fa a Pechino in un arco di tre settimane a cavallo tra maggio e giugno con un nipotino così piccolo?

Innanzitutto la città soffre ancora troppo spesso di alto inquinamento, quindi è d’obbligo ogni mattino verificare che le polveri sottili nell’aria non superino i valori di 120, che equivale esattamente ad un valore che a Milano fa suonare un campanello di allarme molto rilevante (più del doppio del consentito!!!) mentre a Pechino con una giornata così si aprono le finestre di casa perennemente chiuse, e si respira a pieni polmoni…beh, si fa per dire!

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Inoltre a giugno cominciano le giornate calde, con valori che si sono attestati spesso nei giorni della mia permanenza sui 35-37°c. con picchi anche di 40°. Potete ben capire che, tra inquinamento, caldo, bimbo di 10mesi che durante la giornata crolla addormentato un po’ a tutti gli orari, la vita si è svolta praticamente nell’ambito casalingo. Niente da raccontare dunque? Certo non voglio soffermarmi a raccontare quanto bello, bravo, intelligente sia mio nipote, del resto penso capirete che se lo dico non sto mentendo essendo lui, tra le mie conoscenze e parenti, l’ultimo nato, e chi non lo sa che l’ultimo arrivato è sempre il migliore, il superdotato?

Restando a noi, cosa si fa quindi nei tempi in cui, tempo, pappe, nanne, inquinamento lo permettono? Ovviamente si esce dalle quattro mura e si fa un giro fuori, preferibilmente dove c’è poco traffico, meglio in mezzo ad altra gente e in mezzo al verde accessibile a pochi passi da casa per una camminatina a guardare il mondo che gira attorno a dove si vive

Caricato il mio 8kg e mezzo sulle spalle, uscivamo con allegria, battendo le mani e salutando tutti quelli che incontravamo, con destinazione il Parco Vicino Casa, dove si possono sempre vedere attività interessanti e molto spesso accompagnati da musica….che ci piace tanto!

Tutto comincia appena scesi in strada, con la musichetta che esce dal cortile della scuola materna dove i bambini cinesi praticano tutte le mattine uno sport con l’insegnante che impartisce i comandi e che li tiene in riga, nel caso, al solo suono di un fischietto.

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Poi, per continuare il nostro percorso, si passa dal giardinetto accanto dove ogni giorno le signore fanno danza collettiva e, siccome c’è la musica, il mio bimbo canta a modo suo.

Ma c’è anche da guardare in modo interessato tutta la gente che quotidianamente  esce di casa e si ferma qui per la ginnastica mattutina usando gli attrezzi del giardino.Infine, passo dopo passo, immergiamoci nel parco ad ammirare: chi suona tamburi e piatti e le signore che che danzano col ventaglio al suono dei tamburi e il parrucchiere da pochi yuan e dal servizio rapido e poco igienico (ma qui a pochi importa)

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ci fermimo a vedere chi gioca a calciare il piumino (vietato farlo cadere!) poi l’insegnante di TaiChi con l’allieva e le professioniste del Taichi che ogni giorno sono qui a perfezionare i loro passi il tutto condito da musichette cinesissime e molto rilassanti.

Naturalmente incontriamo le solite poltrone o sedie sparse per strada e nei parchetti (per la verità sempre meno in nome del decoro cittadino)

…e c’è sempre qualcuno che dorme da qualche parte in barba al decoro cittadino.

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Un po’ le solite cose, per me.  Novità assoluta e il mondo da scoprire per lui.

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Ma anche le nonne amano un po’ di movimento. Quindi, alla fine di questa nuova avventura in cui mi sono dedicata anima e corpo ad un piccolo che ha fagocitato ogni momento libero, non voglio dimenticare il godimento dell’ultima sera della mia permanenza dove Jacopo e i ragazzi di AGIC (Associazione Giovani Italiani in Cina di cui Jacopo è membro), mi hanno invitato ad una camminata serale per le vie di Pechino, tra vecchi Hutong della zona di Gulou e il lago Beihai mettendo insieme un percorso di 10 km culminato in una bevuta di spritz accompagnati da arancini e chiacchiere multilingue.

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Fantastici questi giovani, Mi hanno già iscritto alla prossima….quando?! non si sa, ma quando sarò di nuovo là, ci sarò!

Vilma (Pechino- Milano A/R )

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Una ricetta al mese 4-18

In previsione che, FORSE, arriverà l’estate e il caldo, le cene fredde e gli aperitivi all’aperto, ecco un paio di salse da servire a tavola.

Salsa di cannellini

Pesto con zucchina

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Vilma (previsione di tempo variabile)

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YA BASTA…. Adesso Basta…

Sono stata al PAC (Padiglione di Arte Contemporanea – Milano) dopo aver letto di questa mostra temporanea  di Teresa Margolles, una delle artiste che più ha trattato il tema della brutalità del narcotraffico in Messico. Lo fa con questa esposizione di opere, installazioni e video dove “esplora morti violente, l’ingiustizia sociale, l’odio di genere, la marginalità” dove “ violenza e desolazione, sebbene si riferiscano ad una situazione locale, sono prodotti di forze diffuse su scala globale” come viene citato sul libricino che accompagna la mostra.

Il titolo esatto della mostra è YA BASTA HIJOS DE PUTAS (Ora basta figli di puttana), “frase rinvenuta sul corpo di una donna a Tijuana….messaggi incisi o scritti sui cadaveri abbandonati nello spazio pubblico sono tipici dei gruppi di narcotrafficanti, che usano questa modalità come avvertimento e intimidazione nei confronti di altre bande….”

Per l’artista questa frase diventa invece un grido da innalzare contro la violenza dei narcotrafficanti, un grido contro la continua violenza sulle donne e come denuncia all’omertà e alla mafia.

Non è stato facile guardare la crudezza delle immagini e sapere che talune opere sono state realizzate utilizzando materiali, anche biologici, raccolti sui luoghi dei delitti per entrare in contatto diretto tra chi guarda e chi ha subito atti di violenza.

E’ una mostra unica, imperdibile, che colpisce e ferisce profondamente.

Lascio parlare le foto che ho scattato, non di tutto quanto esposto, mentre consiglio a tutti la visione, Entro il 20 maggio  http://www.pacmilano.it/exhibitions/teresa-margolles/

 

Karla, Hilario Reyes Gallego
Karla-Hilario Reyes Gallegos
(prostituta Transessuale trucidata e lapidata brutalmente)

 

La Gran America

La Gran America 1

 

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 installazione “JoYas” : nel 2007 Teresa Margolles ha commissionato ad un orafo una produzione di gioielli in oro 10K chiedendo di ispirarsi ai modelli indossati dai signori della droga. Le pietre preziose che normalmente arricchiscono questi gioielli sono state sostituite da frammenti di vetri rotti (parabrezza di auto distrutte,finestre di case, etc,,)che l’artista ha prelevato dai cadaveri giunti in obitorio a seguito di regolamento di conti….
57 Cuerpos

57 Cuerpos

l’opera “57 Cuerpos” è una istallazione lunga circa 22 metri composta da 57 pezzi di filo annodato. si tratta di fili residui dalle autopsie per ricucire corpi non identificati – ogni filo rappresenta la reliquia di un corpo senza nome
 in PM10 sono esposte  copertine di un quotidiano che testimoniano la consuetudine alla violenza della citta messicana di Ciudad Juarez con i suoi giornalieri morti ammazzati
in Papeles la tragica visione di forme astratte su fogli di carta ottenute immergendo i fogli di carta in acqua recuperata in un obitorio del Messico, ci mette subito di fronte alla situazione violenta che l’opera stessa ci trasmette.
Vaporizaciòn (1)

Vaporizaciòn

Vaporizaciòn (2)

 

Vilma (adesso basta, adesso basta, adesso basta…)

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