Una ricetta al mese – 3

sale aromatico (4)

Sto preparando le valigie, sono nel bel mezzo della preparazione della mia trasferta annuale nel continente asiatico e volevo lasciare una ricetta facile facile. Visto questa assenza e data la  fretta ho pensato ad una ricetta rapida, dovrà però valere anche per il mese di Aprile quando avrò ancora meno tempo per un articolo di cucina o di qualsiasi altro argomento e wordpress non è disponibile là dove sarò.

Insomma, come diceva il Bianconiglio : “presto che è tardi!!” e passiamo al concreto.

Chi ha un orto o un giardino con un po’ di aromatiche può sperimentare la ricetta del SALE AROMATICO per usarlo per cucinare tutti i piatti di pesce, carne, verdure che porterete in tavola.

Potete farne delle varianti aggiungendo (timo? Maggiorana? Origano?) o togliendo qualche ingrediente che non vi piace (il pepe, ad esempio, so che a non tutti garba)

sale aromatico (2)

 

La foto riporta la ricetta che Sorella1 mi ha dato tempo fa e che ho appena prodotto dopo che Sorella3 mi ha portato alloro, rosmarino e salvia, frutto delle potature delle piante della sua casa di campagna. Sottolineo che le aromatiche sono fresche, non essicate, il sale, il pepe, l’aglio nelle proporzioni indicate faranno da conservante. Fidatevi.

E’ ancora tempo di potature delle aromatiche, dateci sotto e Buon lavoro!

Vilma (Sorella2)

P.S. magari la prossima volta una ricetta del sol levante, eh!?

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MOMENTI POETICI

Soltanto la poesia
– l’ho imparato terribilmente, lo so –
la poesia sola può recuperare l’uomo.

Giuseppe Ungaretti

Oggi è la giornata mondiale della poesia

La poesia, in senso ampio, mi interessa, mi incuriosisce, mi piace. In alcuni casi la trovo difficile, eppure nessuna delle difficoltà di lettura e interpretazione mi ferma dal leggerla. Trovo le poesie un’alta espressione artistica ed una altissima espressione dell’animo.

Al pari delle pennellate di colore che ogni autore come Leonardo, Caravaggio, Modigliani, Van Gogh, Basquiat, Haring o Klee ha posto su una tela utilizzando, oltre a colori e pennelli, la sua sensibilità per raggiungere risultati molto differenti tra loro o come sette note a disposizione di musicisti si sono tramutate nella Sesta di Beethoven o hanno dato luogo all’Aria sulla Quarta corda di Bach, alla Traviata di Verdi o a Sally di Vasco Rossi, così le lettere dell’alfabeto, unite alle emozioni della mente e del cuore dell’autore sono diventate le Poesie che ci hanno lasciato in eredità i poeti di tutti i tempi.

E’ questa semplicità di ragionamento che mi affascina. Tutti gli artisti hanno avuto a disposizione uguale tipo di materiale: colori, pennelli, tele, sette note, carta, penna, inchiostro e ventuno lettere dell’alfabeto e diverso era solo il loro vissuto, la loro mente con le proprie emozioni, per tramutare tutto il materiale in opere spesso sbalorditive e indimenticabili qualunque fosse il genere.

Questo è tutto quello che mi sorprende e mi attrae della poesia, dell’arte in genere, senza per forza scervellarmi davanti ad un quadro o ad una poesia per sapere cosa volesse esprimere l’artista con la tal opera.

Una volta mentre ero davanti ad un quadro di una mia amica pittrice, che si dedica soprattutto all’arte astratta, le chiesi: “cosa volevi comunicare con questi colori”? lei mi rispose semplicemente: “TU cosa senti, guardando questi colori?” ecco, forse questa è la risposta che non mi ero mai data: guardando un’opera d’arte dovrei guardarmi dentro e capire quale emozione mi muove. La poesia, come un quadro, qualunque sentimento volesse esprimere l’autore nel comporlo, spesso comunica a noi una emozione diversa e non per forza la sua stessa che ci disperiamo a comprendere, forse senza riuscirci davvero.

Trovo infatti piuttosto curioso che davanti ad un dipinto una persona noti alcuni particolari, altri non li vedano affatto o ne vedano altri oppure che un’opera artistica, che sia un libro, una poesia o un quadro famoso piaccia a molti e ad altri così-così. Dirò di più, ad esempio, a me tra due dipinti classici e famosissimi quali La Gioconda e La Dama con l’ermellino di Leonardo, piace di più e di gran lunga la seconda e oserei dire che la Gioconda, a cui riconosco l’importanza per tutto quel che rappresenta, non piace poi granché come ritratto, sarà quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così (scusate la citazione canora) la qual cosa stupisce i molti ai quali esprimo questo mio gusto.

Tornando alla poesia e senza fare confronti con i massimi poeti, ci mancherebbe, mi sono resa conto che dopo aver approcciato il caviardage ho capito che può esserci un modo di comunicare emozioni, stati d’animo tramite la poesia o semplicemente ho compreso che ognuno può mettersi alla prova con diversi sistemi di composizioni poetiche oltre alla più classica forma conosciuta.

Ultimamente ho ricevuto l’invito alla produzione di poesie da parte una Biblioteca della mia zona. Tra le tecniche innovative che erano suggerite sull’invito c’era quella chiamata Poesia Dorsale, nella quale mi sono imbattuta così, senza sapere cosa  fosse. Anche in questo caso ad ognuno viene data la possibilità di avere del materiale uguale per procedere e, come per il caviardage, dove a chi si cimenta può essere data la stessa pagina di libro da cui trarre un pensiero, una poesia che risulterà diversa da uno o l’altro degli autori, per la Poesia Dorsale non si deve far altro che avere a disposizione i libri della nostra biblioteca casalinga, e formare coi titoli una composizione che viene definita appunto Poesia Dorsale anche per la foto che viene richiesta dei dorsi dei libri che si utilizzeranno per il proprio componimento. Dopo essere andata a visitare il sito, mi sono detta che La mia curiosità in proposito non poteva che farmi tentare anche questo esperimento.

POESIA DORSALE

Io e te (Niccolò Ammaniti – ed.Einaudi)
Noi che ci vogliamo così bene (Marcela Serrano – ed. Feltrinelli)
Giornate intere fra gli alberi ( Marguerite Duras – ed. Feltrinelli)
Il cielo rubato (Andrea Camilleri – ed.Skira)
Baci scagliati altrove (Sergio Veronesi – ed. Fandango Libri)
Esercizi d’amore (Alain de Botton – ed. Guanda)
Ti prendo e ti porto via ( Niccolò Ammaniti – ed. oscar Mondadori)

POESIA DORSALE 1

Per puro caso  (Ann Tyler – ed.Tea) Un indovino mi disse (Tiziano Terzani – ed.Tea)
Chiedi alla polvere (john Fante – ed.Mondadori) Come diventare buoni (Nick Hornby – ed. Guanda)

Ama il prossimo tuo, (Remarque ed. oscar Mondadori)
Basta così (Wislawa Szymborska – ed.Adelphi)

Non aspiro ad alcunché con questi miei facili componimenti, se non a lanciare fuori di me il pensiero che mi si affaccia non appena leggo un rigo e vengo colpita da alcune parole o da un titolo. Forse non sono poesie, ma sicuramente emozioni da scrivere e credo, come dice l’articolo riguardante la giornata della Poesia sulla Stampa di oggi, che

“ dare sfogo alla creatività potrebbe infondere ottimismo e migliorare la propria visione della vita

Tutto qui, e non mi sembra poco!

Vilma (cercando sfogo nella creatività)

Ps:Ivan , poeta da strada scrive poesie bellissime, lo conoscete?

Poeta sei tuUna_pagina_bianca___una_poesia_nascosta

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PENSIERI IN LIBERTA’

Diario sconclusionato di pensieri senza ordine cronologico.

E’ arrivato a febbraio il regalo di Natale che desideravo: due pesciolini rossi che abbiamo chiamato  小 , 鱼 (XIAO e YU)  che significa PICCOLO e PESCE , praticamente PESCIOLINI. Arrivati a casa sono stati inseriti nella boccia tonda di vetro e improvvisamente non si sono più mossi, sono rimasti completamente inebetiti per una settimana. Non capivo la loro apatia, allora abbiamo allestito un piccolo acquario con sassolini sul fondo, sfondo da fondale marino e conchiglie dal mondo (dono di mia sorella) e Xiao Yu sono più vivaci che mai. Secondo me il tondo della boccia fa girare la testa ai pesci.

pesciolini rossi

xiao, yu

Sono sbocciati i primi fiori della Primavera e il giardino sta facendo Carnevale in ritardo: il pruno fa la nuvola, i narcisi sono un raggio di sole e le cicorie si travestono da rose.

pruno

Pruno, la Nuvola

giacinto

Narciso , Raggio di Sole

radicchio

Le Rose di cicoria

A proposito di Carnevale, voi avete fatto le frittelle? Io e la Sorella3 si e ci siamo impegnate perché riuscissero proprio come le faceva nostra mamma, con quel bel “sapore di casa”. Abbiamo fritto quelle con le uvette che sapevano proprio di ricetta della mamma che poi era la ricetta di nostra nonna, ma non sono mancate anche quelle impastate col vino bianco anziché col latte come da ricetta di mia suocera , “la nonnaGina”, che come eredità mi ha lasciato questo e altri sapori di casa sua.

Possibile che non riesca più a leggere? Arriva la sera e schianto sul divano. Le uniche ore a fine giornata che dedicavo alla lettura sono diventate minuti, proprio il tempo di soffermarmi su una o due poesie. Ma leggere Wislawa è come leggere un romanzo intero in poche righe e, al momento, mi basta.

Wislawa

Ed infine, pensierino della sera:

se si prova dispiacere che si disimpari a scrivere in corsivo; se trovare un bambino che dica “per favore “ “grazie” mi sembra diventata una rarità; se vedere aumentare il rispetto per un cane mi sembra proporzionale all’aumento dell’odio verso le persone; se non capisco più dove stiamo andando quando sento chi ritiene una legge per il fine vita una mancanza di rispetto per la vita umana  e poi sento gli stessi inneggiare alla pena di morte per un ladro che ti entra in casa…

ecco, se ho tutti questi pensieri è perché sto invecchiando?

ogni-tanto-i-miei-pensieri

Vilma (confermo: sto invecchiando)

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Una Ricetta al mese – 2

La Belle Auberge è uno dei blog che seguo da anni e da cui mi piace prendere spunto per qualche ricetta che non sia postata sui soliti siti da cucina, per esempio Giallo zafferano e simili che, appena li apri, ti bombardano di pubblicità e non arrivi mai alla ricetta in pace, per cui spengo la pagina prima ancora di leggere  e via.

La ricetta che ho trovato su questo sito è quella di una frittellona con le mele, che mi ha attratto sia per la semplicità degli ingredienti che la facilità di esecuzione ed anche perché era accompagnato da una vecchia filastrocca che la nonna dell’autrice le recitava a ricordare che, nonostante fosse una merenda “povera”, non tutti potevano permettersela.

Ho subito pensato di eseguirla, dato che gli ingredienti di questo tipo non mancano mai nella mia dispensa e così qualche giorno fa ho preparato la merenda con il Paradell caldo e un tè bollente a Yafei e Huajie che erano uscite a far compere e sarebbero tornate infreddolite….perché, chissà perché, i cinesi anche con un inverno mite come questo hanno sempre freddo!

Premetto che prima di riportare qui la ricetta ho chiesto ed avuto il permesso all’autrice, come lei stessa chiede, e trovate qui sotto anche il link al suo blog. Purtroppo non ho fatto foto del risultato e quelle che ho messo sono tratte dal web e riguardano gli ingredienti e un frittellone pronto, se volete vedere come si presenta  il paradell potete guardare le immagini sul sito dove ho preso La ricetta.

paradello-comolake

Paradell

Il PARADELL cui pòmm della Belle Auberge

ovvero frittellona con le mele – INGREDIENTI Per 3 persone

3 uova, biologiche (153g) – 1 cucchiaio di zucchero semolato (17g) – un pizzico di sale

100g di farina 00 – 100g di latte fresco, intero – 1 mela Golden – olio di arachide per friggere

Rompere in una ciotola le uova e batterle brevemente con lo zucchero. Unire la farina e il sale, mescolando con cura. Diluire con il latte, formando una pastella di buona consistenza. Sbucciare la mela; dividerla in quattro e privarla del torsolo. Tagliare ogni spicchio in fettine sottili. Aggiungere la mela e mescolare di nuovo. In una larga padella antiaderente (diametro 26cm), far scaldare un po’ d’olio. Quando, versata una goccia di impasto, questa salirà immediatamente a galla, versare tutta la pastella e far cuocere, a fiamma moderata, finché il fondo sarà dorato. Con precauzione, usando una paletta forata, girare il paradell e finire di cuocerlo anche sull’altro lato. Estrarlo poi dall’olio e metterlo a scolare su un doppio foglio di carta da cucina. Spolverarlo con abbondante zucchero semolato e servirlo ben caldo.

si può aromatizzare il paradell con un po’ di buccia di limone o un cucchiaino di estratto naturale di vaniglia.

….e secondo me, di lato alla fetta di paradell, ci starebbe bene anche un cucchiaio di crema pasticcera o crema chantilly!

Vilma (-2-)

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AGGIUNGI UN POSTO SUL DIVANO

il-boa-cappello

Da tre mesi la nostra casa è tutta un susseguirsi di ospiti, soprattutto un vai e vieni variegato di ragazzi tra i   22 e i 30 anni .

Come ho già scritto, Tutto è cominciato con l’arrivo di Yafei e la mamma ai primi di novembre. Il tempo di riorganizzare la casa dopo la partenza della suddetta mamma, a metà dicembre è arrivata la costola orientale della nostra famiglia. Era il giorno di santo Stefano quando sono arrivati Fei Fei e Ailin, gli amici di Pechino di Huanzi, che avrebbero fatto base a casa nostra tra un giro e l’altro con destinazione per le solite tappe che piacciono ai cinesi (Firenze Roma Venezia) e che, come ho scritto nel post precedente, città che percorrerà anche Huajie arrivata a metà gennaio dopo la partenza dei miei e che, nel suo soggiorno italiano, trova sicuro approdo a casa nostra tra una visita ad una città e l’altra.

ailin

Ailin in casa atteggiato nella classica posa orientale

Nel frattempo anche Stefano, amico di Jacopo già ospite da noi l’ottobre scorso, che avrebbe dovuto recarsi a Milano di mattino presto è arrivato da noi da Torino armato di sacco a pelo per “una notte sul divano” ed essere pronto velocemente per la sua mattinata milanese. Del resto lui è un viaggiatore incallito e di notti sui divani o non propriamente comode ne ha passate.

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Stefano e Jacopo

Ieri è stata la volta di Diego, conosciuto quattro anni fa in Slovenia in un momento critico della nostra traversata carsica da Trieste a Rjieka, che ci aiutò a trovare un alloggio e molto altro. I nostri ripetuti inviti fatti nel tempo in cui siamo rimasti in contatto qualora avesse avuto bisogno di venire a Milano si sono tramutati in realtà per la sua “due giorni milanese” con annessi esami universitari in una sede di Via Pace. Quindi per lui posto divano assicurato e per tutti serata di chiacchiere, cena con pizzoccheri, dolce triestino farcito di noci, nocciole e mandorle e questa mattina colazione con panettone di SanBiagio come previsto. Poi la mattina passata in compagnia delle ragazze al tavolo per studiare o fare i compiti “ognuno perso dentro i fatti suoi”. Infine i saluti con la promessa di rivederci con il posto divano garantito quando, fra circa tre mesi, un altro esame dovrà essere dato.

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con Diego – Slovenia agosto 2013

presnitz

avanzo di Presnitz il dolce triestino

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Diego – Huajie – Yafei studiano al tavolo

Fatiche a parte per mettere insieme pranzi, cene, colazioni, fai e disfa letti e lava lenzuola, la mia gratificazione più grande è che tutti questi ragazzi quando sono con noi ci coinvolgono, ci parlano e non perché ci considerino solo “i genitori di…” e se oggi mi chiedessero secondo me quale è il segreto per non fare invecchiare la mente direi sicuramente: “stare tra i giovani, parlare con loro, ascoltare i loro progetti anche quando fatichiamo a comprenderli o a condividerli, assorbire da loro le modalità di visione del mondo sotto prospettive diverse da quelle che abbiamo nella nostra testa e in cui pian piano, procedendo con l’età, tendiamo a fossilizzarci”

Ed ancora una volta mi è venuto in mente il capitolo iniziale del Piccolo Principe quando il bambino disegna il boa che ha mangiato un elefante e gli adulti, guardando il disegno, vedono un cappello perché si sa che   “….Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi……I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta

 

Vilma (che ha imparato a vedere l’elefante dentro al boa)

 

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Di Capodanni, ravioli e panettoni

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Oggi, 27 gennaio 2017, è iniziato ufficialmente il Capodanno cinese detto anche Festa di Primavera (in cinese 春节 /chunjie) dove, secondo il calendario annuale, inizia l’anno del Gallo, come ci spiegano anche Jacopo e Antonio negli articoli sul loro blog ABCina.

In casa nostra ormai si vive un costante misto italo-cinese da quando Jacopo vive la sua doppia identità dichiarando “vado a casa” quando torna in Italia e “vado a casa” quando si invola per Pechino. Naturalmente la nostra vita a contatto con la cinesitudine non ha sosta anche nel quotidiano da quando, a novembre scorso, è entrata a casa nostra Yafei, studentessa 19enne di Pechino che rimarrà ospite per un periodo imprecisato.

Da qualche giorno è arrivata qui anche HuaJie, la cugina di Yafei, che si fermerà in Italia un mese girando in giro per la Penisola (Venezia, Firenze, Roma, Milano) con qualche puntata oltreconfine a Barcellona e Budapest, facendo base a casa nostra tra un viaggio e l’altro.

Considerato che la 春节/ChunJie  in Cina è tra le maggiori festività e che durante la serata in casa saremo in formazione cinquantapercento Cina/Italia, abbiamo deciso che la avremmo festeggiata anche noi per non far sentire troppo la mancanza di questa importante ricorrenza alle ragazze ospiti. Ed è perciò che, dopo aver dismesso da pochi giorni gli addobbi di Natale, le finestre di casa sono state decorate con tipiche vetrofanie della Chun Jie portate espressamente per noi dal Huajie ed abbiamo programmato una cena della cucina cinese dove il piatto forte sarà quello previsto per il Capodanno:i ravioli (饺子/jiaozi )

jiaozi-1

jiaozi 饺子

biscotti-cinesi-1

biscotti cinesi farciti

Naturalmente qui non è solo “Cina”, ma sicuramente è tutto un susseguirsi di feste e ricorrenze culturali molto differenti tra loro in un melting-pot costante. Nonostante ciò, durante le feste di Natale, pur essendomi riempita di biscotti cinesi farciti di purea di fagioli dolci o fatti con farina di riso e ripieni di chissà che, non dimentico certo le nostre tradizioni e non scordo di certo che dall’alto del mio mobile occhieggia da tempo il panettone da mangiarsi golosamente, come ogni anno, la mattina del 3 febbraio. Infatti pur miscelando le culture a tavola e nonostante la miscredente quale sono, mi piace questa tradizione milanese del panettone di San Biagio che mi proteggerà la gola fino alla fine della stagione fredda.

Vilma (玮 玛)

 

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UNA RICETTA AL MESE – 1

6-farinata-con-verdure

farinata con verdura e semi di sesamo nero

In questo primo articolo del 2017 condivido con voi una ricetta e spero di trasmetterne altre almeno una volta al mese per tutto l’anno. Oggi è la volta della FARINATA con verdure

Fare la farinata non è difficile, penso che molti di voi la conoscano: è un cibo a base di farina di ceci, è una pietanza gustosa che si dimostra sostanziosa fornendo un ottimo apporto proteico e vitaminico a chi, come noi in famiglia, seguiamo una dieta vegetariana.

Cucinando la farinata mi sono scontrata spesso con la difficoltà di usare teglie inadeguate alla cottura lasciandomi molto insoddisfatta del risultato visto che l’impasto si attaccava inesorabilmente alla teglia. Ho sempre dato la colpa al mio moderato uso di olio che questa ricetta tradizionale richiede invece in quantità notevole, poi ho imparato che sbagliavo tegame così lo dico anche qui: va utilizzata una teglia in ferro, mentre io usavo le comuni antiaderenti o quelle di pyrex. Sbagliato! Bisogna usare la teglia in ferro e il risultato è garantito.

Detto questo ho sperimentato un altro modo di cucinare la farinata, che qui a casa piace molto di più a tutti e che dà un’alternativa al cucinare la “solita “ frittata con uova. Non si deve usare troppo olio ed inoltre si può cuocere in padella (le solite antiaderenti vanno benissimo) anziché in forno e il tempo di esecuzione e cottura è più rapido e molto simile alla tradizionale frittata.

INGREDIENTI ed ESECUZIONE

FARINATA CON VERDURA (con ZUCCHINE e PORRI o con BIETE e cipolla)

Verdura (2 zucchine e 1 porro  o   un mazzo di biete e 1 cipolla bianca)

Gr.200 farina di ceci – 1 bicchiere e 1/2 d’acqua – sale – pepe macinato – ½ cucchiaio di curcuma – sesamo – Olio evo

  1. lavare le zucchine e i porri , tagliare poi le zucchine a dadini oppure a fette molto sottili e affettare i porri (oppure cuocere al vapore le biete, strizzarle e poi sminuzzarle grossolanamente e tagliare la cipolla a fette)
  2. Versare olio e.v.o.quanto basta in una padella e rosolare la dadolata di zucchine a fuoco vivo per un paio di minuti. (oppure appassire la cipolla e aggiungere le biete) Abbassare poi la fiamma, aggiustare di sale e pepe e cuocere con il coperchio per una decina di minuti, mantenendo una fiamma dolce.
  3. Nel frattempo, preparare la pastella: in una ciotola mettere la farina di ceci con la curcuma ed unire l’acqua, poca per volta ed il cucchiaio d’olio, mescolando con il frustino fino a formare una crema densa e vellutata, priva di grumi. Aggiustare di sale e pepe, aromatizzare con spezie a piacere
  4. Unire la pastella di ceci direttamente nella padella delle verdure rosolate e mantenere una fiamma vivace per un paio di minuti, distribuendo in modo uniforme l’impasto, spargere un poco di sesamo. Coprire con il coperchio, abbassare la fiamma e cuocere per almeno 6/7minuti sempre a fuoco dolce, fino a quando la pastella si sarà addensata.
  5. Rivoltare la farinata sulla padella, aiutandosi con un coperchio piatto continuando la cottura per altri 5-6 minuti circa, cospargere con altro sesamo. Cuocere fino a che si formerà una crosticina dorata ed invitante su entrambe i lati.
  6. Mangiare ben calda (è molto buona anche come piatto freddo estivo)

Potete sperimentare la ricetta con altre verdure a piacere.

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Farina di ceci e curcuma

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fare la pastella con acqua e 1 cucchiaio olio

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 ripassare  le verdure in padella (nella foto biete e cipolle)

farinata-con-zucchine-e-porri-1

aggiungere la pastella (nella foto con zucchine e porri)

Vilma (buon appetito 1)

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